Una logistica sempre più "Collaborativa"

15 Dicembre 2014

Nuove soluzioni per il mondo Beverage.
Piattaforme specializzate, in sinergia con la distribuzione, permettono anche agli attori più piccoli di essere presenti su mercati considerati inaccessibili sino a qualche tempo fa.
Borgo San Faustino (Or). Tasportare ed esportare anche piccole quantità di vino, non è più così complesso e costoso come in passato. Nuove piattaforme logistiche specializzate, in sinergia con realtà della distribuzione, permettono anche agli attori più piccoli di essere presenti su mercati considerati inaccessibili sino a qualche tempo fa. Se ne è parlato a Borgo San Faustino, nei pressi di Orvieto, durante il convegno “Sinergie logistiche ed internazionalizzazione: Focus su beverage e grocery”, organizzato da Assologistica Cultura e Formazione. 

Hub e “collaborative logistic”
La novità è relativamente semplice: aziende del settore dei trasporti, insieme con quelle della grande distribuzione, hanno creato degli appositi “hub”, ossia, magazzini intermedi specializzati nello stoccaggio di bevande, dove anche piccoli produttori possono allocare i propri prodotti destinati alla vendita. Conseguentemente, i punti vendita della Gdo che hanno accesso a tali hub, hanno ampliato le proprie carte dei vini, permettendo ai consumatori di poter scegliere all’interno di una gamma che ora comprende anche prodotti d’eccellenza e/o provenienti da piccole produzioni. Il vettore ritira i pallet o i cartoni presso il produttore, li colloca all’interno di un hub dislocato strategicamente rispetto alle potenzialità di consumo di una certa regione (istituendo un conto deposito), e da lì ottimizza costi e tempi di consegna per tutti i clienti dell’area circostante, non solo supermarket. “L’obiettivo - ha spiegato Flavio Perotti, presidente di Beverete - è di ottenere un vantaggio competitivo, venendo prontamente incontro alle esigenze recentemente manifestate dai consumatori. Per questo Beverete, insieme con Mag.Di e De Martino, ha strutturato una supply chain (catena di distribuzione) che riesce a coordinare le esigenze di produttori, distributori e consumatori sull’intero territorio italiano”.
Le soluzioni come quella appena menzionatavnon si limitano al solo contesto domestico,vgiacché “l’accordo tra Beverete e JF Hillebrandvraggiunto nel giugno scorso - come havaggiunto Loris Mainardi, managing directorvdi quest’ultima - apre a Beverete e ai suoivclienti e partner i mercati esteri, e conferisceva JF Hillebrand una più capillare capacità di distribuzione sul territorio italiano. La “collaborative logistic” che ne deriva, interpreta e anticipa le necessità di un mercato che, nel farsi globale, rischia, da un lato, di perdere i vantaggi della massa critica, indispensabile per trasportare le merci con eWcacia ed eW- cienza, e dall’altro, di allontanare i produttori dai loro clienti finali. Creare alleanze, allargando la proposta a tutta la filiera, dall’import, alla distribuzione interna, fino all’export verso regioni recentemente aZacciatesi sulle reti commerciali, avvicina la logistica alle piccole imprese e apre loro un mondo inesplorato”.

L'export e la “massa critica”
Argomenti subito ripresi da Tito  Zavanella,  managing director di Gea. “Il mercato domestico è stagnante, quello che cresce è soprattutto il mercato extra-Ue. Per questo è necessario investire sempre più nelle capacità di esportazione, dove però ci si trova a dover gestire supply chain sempre più lunghe, e dove le partnership si rivelano sempre più importanti per fare massa critica e contenere le spese di trasporto”. A proposito di massa critica, sono emersi suggerimenti anche per soluzioni di tipo stand-alone (in proprio), agendo in funzione delle previsioni di vendita. “Se possiedo 50 clienti in una certa area che complessivamente consumano 1.000 bottiglie/anno - ha affermato Sergio Barbarino, ingegnere di Ricerca e sviluppo presso Procter & Gamble - perché dovrei rifornirli con 50 spedizioni diverse, anziché con una sola spedizione ‘predittiva’ verso un hub specializzato, da dove servirli per il resto dell’anno?”. “La logica ‘uno a uno’ che sino ad ora ha governato la logistica - ha confermato Zavanella - sta sempre più venendo meno, lasciando spazio a logiche ‘uno a tanti’, o addirittura verso approcci di tipo ‘community’”. Il riferimento di Zavanella è relativo a recenti applicazioni (app) di logistica diZusa che si stanno aZermando in Europa settentrionale, simili all’applicazione per il trasporto di persone “Uber” ma in questo caso relative al trasporto merci, in cui determinate operazioni vengono aWdate ad attori casuali, in genere utenti regolarmente iscritti che, partecipando ad aste real-time, acquisiscono un incarico di consegna di tipo "last mile".

 Soluzioni per il “last mile”
Il cosiddetto “last mile” o “ultimo miglio” resta, infatti, il tratto spesso più costoso di un’intera spedizione, ma anche in questo caso le soluzioni innovative non mancano. Oltre a quella “social” sopra riportata, si aZermano sempre più i cosiddetti “parcel locker”, ossia punti di ritiro dislocati in apposite aree o presso centri di vendita, dove all’interno di armadietti di sicurezza vengono sistemate merci provenienti da fornitori diversi che il consumatore finale può ritirare attraverso un codice segreto inviatogli via mail o sms. Tale soluzione non è più da considerarsi avveniristica giacché, come ha aZermato Paolo Rangoni, direttore della supply chain di Carrefour Italia, “è già stata implementata da Carrefour in accordo con Indabox nei propri punti ritiro, che sono a disposizione anche per merci non direttamente distribuite dalla nostra azienda”.acquisiscono un incarico di consegna di tipo “last mile”.

La “physical internet”
Più futuribili e ancora poco praticate, sono le soluzioni di tipo physical internet, nelle quali le spedizioni vengono considerate e trattate similmente a quanto accade nella gestione della posta elettronica: una determinata spedizione parte integra e come tale giunge al destinatario, ma non è detto che debba viaggiare integra durante l’intero percorso, potendo essere decomposta e ricomposta a seconda delle opportunità di trasporto oZerte a minor costo dal sistema: insomma, anche nella logistica il futuro è già a disposizione, si tratta solo di applicarlo.

 

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