Assologistica C&F e Beverete: il punto della situazione a Borgo S. Faustino

17 Ottobre 2014

Ovvero come volare alto, ma tenendo ben saldi i piedi per terra. Così potremmo riassumere lo spirito dell'evento che si è appena svolto nell'incantevole cornice del Borgo S. Faustino (Orvieto), il prestigioso convegno organizzato da Assologistica Cultura e Formazione, dedicato alla logistica del prodotto beverage. Un mix molto calibrato tra visioni di lungo termine (GEA e P&G) e soluzioni assolutamente alla portata dell'oggi, anche se non sembrano sufficientemente diffuse. L'incontro era organizzato da Assologistica C&F e Beverete, la società consortile tra Zanardo, Mag.Di. e F.lli De Martino, con il supporto di JF Hillebrand e Tesisquare®, alla cui piattaforma si deve il funzionamento collaborativo della supply chain, estesa a tutti i suoi attori, fornitori e distributori. Alla giornata hanno partecipato una trentina di delegati provenienti da prestigiose società del beverage (e non solo): un gruppo ristretto, ma giusto, che vedeva, tra gli altri, i responsabili della supply chain di aziende quali Campari, Supermercati CRAI, Heineken, San Benedetto, Montenegro, Unilever...

Il mix dell'evento, in cui la parte dedicata alla socializzazione e al networking andava di pari passo con quella convegnistica, ha certamente ottenuto il plauso di tutti partecipanti, molti dei quali alla loro seconda esperienza del genere.
Andando ora alla parte convegnistica, l'introduzione è stata fatta dai “padroni di casa”. Flavio Perotti, presidente di Beverete e AD di Mag.Di., ha fatto brevemente il punto sulla società (Zanardo, Mag.Di. e De Martino) sottolineando la complementarità delle tre aziende, ognuna radicata su parte del territorio italiano, e quindi insieme su tutta Italia, e con mentalità imprenditoriali simili. Il punto vincente, oltre alla radicalizzazione, è la specializzazione. Beverete infatti (come più tardi ha sottolineato Paolo Rangoni, direttore della supply chain di Carrefour Italia) offre una piattaforma logistica specializzata in beverage, a tutti i produttori grossi o piccoli o a tutti i punti vendita che vogliano con questa fare sinergia. A questa piattaforma offre il complemento software necessario la piattaforma aperta TC1 di Tesisquare. Forte di queste caratteristiche, il successo non poteva mancare ed ecco che Beverete ha già messo a segno un fatturato ragguardevole di 12 milioni, e, giusto nell'anno, ha vinto cinque nuovi tender.
Le cose non potranno che migliorare, dato il nuovissimo rapporto con JF Hillebrand (partito nel giugno scorso), che apre a Beverete i mercati esteri e conferisce ad JF Hillebrand la capacità di distribuire sul territorio italiano.

Il quadro del settore alimentare prospettato da Gigi Pelliccia, di Federalimentare, non è stato certo confortante, dato che i consumi sono scesi e così i margini, ragione di più, secondo la visione sempre entusiasticamente costruttiva di Donatella Rampinelli, per riunirsi per discutere insieme di come mantenersi al passo. La logistica riveste, specie nel beverage, una importanza crescente e, a parte la non sufficienza dei vecchi schemi, bisogna investire di più nell'innovazione e nella collaborazione.

Un aspetto, sottolineato da Tito Zavanella, è il fatto che, dovendo anche in questo campo, investire sempre più nell'export, dobbiamo gestire supply chain sempre più lunghe, dove la partnership è sempre più importante. A questo fanno da pendant alcune applicazioni, che potremmo definire di logistica diffusa, in cui determinate operazioni vengono affidate ad attori casuali. Esempio è una app implementata recentemente in Svezia, dove determinate consegne vengono notificate agli aderenti mediante app, e ne viene fatta praticamente un'asta real time.

Certamente più potenzialmente impattante sulla logistica è l'ottica di considerare le spedizioni similmente a quanto fatto dalla posta elettronica. Fermo infatti il fatto che una determinata spedizione deve arrivare integra al destinatario, non si vede perché debba anche viaggiare integra allo stesso modo. 
Concetti che sono stati ripresi ed allargati da Sergio Barbarino, che, oltre alla visione aziendale, non poteva non avere quella derivante dai progetti in Unione Europea. 
Dall'intervento di Rangoni di Carrefour abbiamo però constatato come alcune di queste visioni non siano poi così avveniristiche in quanto, almeno nelle loro componenti base, già implementate da Carrefour. Ad esempio nei cosiddetti parcel locker dislocati presso i loro centri di vendita e dove merci provenienti in modo diverso da fornitori diversi, si raggruppano insieme per soddisfare il consumatore finale. 
Il fulcro dell'intervento Carrefour è comunque stato quello di illustrare i vantaggi che hanno conseguito dall'utilizzo di un provider logistico come Beverete, che di fatto ha fornito a Carrefour, nei confronti di un alto numero di anche piccoli produttori, il proprio centro di consolidamento condiviso. L'auspicio di Rangoni è che lo stesso possa servire anche ad altri retailer. Condividere i vantaggi non è proibito da una sana politica di concorrenza A parte questo, siamo stati felicemente colpiti da progetto Terre d'Italia; mentre è stata opinione diffusa il paventare che la massiccia distribuzione operata in Italia dai cugini d'oltralpe, avrebbe favorito la diffusione dei prodotti francesi, a prezzo dei nostri, è stato invece positivo sentire che, con il progetto detto, Carrefour offre una piattaforma logistica verso l'estero (anche se per il momento limitata a Francia e Belgio) a selezionati produttori italiani, che altrimenti non potrebbero che rimanere confinati al mercato italiano. 
A parte questo survey di riepilogo, i singoli interventi saranno oggetto di ulteriori articoli di approfondimento su Logistica Management. (E.S.)

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